Latifoglie

Si definiscono latifoglie quelle piante, arboree o arbustive, erbacee o legnose, caratterizzate da foglie più o meno larghe a prescindere dalla loro forma. Il termine, che si contrappone

Latifoglie

Si definiscono latifoglie quelle piante, arboree o arbustive, erbacee o legnose, caratterizzate da foglie più o meno larghe a prescindere dalla loro forma. Il termine, che si contrappone ad aghifoglie, è impreciso se usato in ambito scientifico, ed è comunemente utilizzato come sinonimo di Angiospermae.


Conifere

Le conifere sono le attuali piante della  divisione Coniphero-Pinophyta. Hanno in comune l’essere piante vascolari, con semi contenuti in un cono. Sono piante legnose e  per lo più alberi e solo poche arbusti.

Le conifere sono gli esseri viventi, più alti, grandi, massicci ed antichi ; il più alto è una Sequoia (S. sempervirens); il più grosso una sequoia (S. Giganteum), il più massiccio un Taxodium macronatum, il più longevo un Pinus longaeva (4700 anni!).

Nella maggior parte dei casi le conifere sono piante sempreverdi e le foglie, spesso aghiformi, di colore prevalentemente verde scuro per assorbire il massimo di energia solare, possono rimanere sulla pianta per anni. Le conifere delle aree molto irradiate hanno invece foglie di un colore verde brillante o una copertura cerea, di color glauco, per riflettere la luce solare.
Tre generi, dell’ordine delle Pinales, ovvero Larix, Taxodium e Metasequoia perdono le foglie d’autunno, rimanendo spogli durante tutto l’inverno.

Alberi e uomini

Se condiderassimo equivalente ad un solo anno il periodo di più o meno 50.000 anni da che esiste la nostra specie, mentre noi oggi soffieremmo sulla prima candelina, le ATTUALI specie di conifere esisterebbero da 5000 anni, le ATTUALI latifoglie da 2500 anni e le ATTUALI palme da 1500 anni, dimostrando un successo che noi, poco più che lattanti, non possiamo nemmeno immaginare.

Questo dovrebbe spingere tutti ad una maggiore umiltà nel proprio rapporto, anche professionale, con gli alberi.

Grazie Giulio


Arboricoltura

L’ arboricoltura è una disciplina tecnico-scientifica (chiamata anche coltivazione arborea), che si occupa della coltivazione degli alberi a fini produttivi o ornamentali. In particolare si occupa della selezione, piantagione e gestione degli alberi e dello studio, dal livello molecolare alla pianta intera, di come essi crescono e rispondono alla pratiche colturali alle quali sono sottoposti ed all’ambiente nel quale si trovano a vivere. – Wikipedia


Treeclimbing

Il tree climbing (arrampicata su albero), è una tecnica di arrampicata che consente di accedere alla chioma dell’albero e muoversi, in sicurezza, passando da un ramo all’altro mediante l’utilizzo di attrezzature e dispositivi di protezione individuale, derivati dall’alpinismo ma specificatamente progettati per questo lavoro.


Capitozzatura

Operazione che consiste nel tagliare il fusto di un albero ad una certa altezza da terra per provocare l’emissione di ricacci.

Il taglio, anche di un ramo, sopra un certo diametro e senza criterio alcuno è comunque una capitozzatura o capitozzo.


Arborista

Perito nella scienza degli alberi, delle loro specie, forme, qualità. (Dizionario universale delle Arti e Scienze – 1771)


Arboricoltore

Arboricoltore è chi si dedica all’arboricoltura (Scienza e tecnica della coltivazione degli alberi).

Una definizione più allargata definisce l’arboricoltore come un professionista che si occupa dell’impianto, cura e mantenimento degli alberi e degli arbusti nei contesti non naturali (parchi, giardini, viali cittadini ecc.). Il suo lavoro prevede anche di fare controlli, preparare rapporti e fornire consigli sul mantenimento delle piante.

In inglese, francese e spagnolo viene invece utilizzato il termine Arborista (arborist, arboriste, arborista); termine che abbiamo deciso di adottare.