Capitozzatura

Operazione che consiste nel tagliare il fusto di un albero ad una certa altezza da terra per provocare l’emissione di ricacci.

Il taglio, anche di un ramo, sopra

come lavoriamo

Saliamo sull’albero
e cambiamo prospettiva.
Per lavorare all’altezza

Agiamo con le nuove tecniche sull’antica storia degli alberi, rispettandola.

Non è un’esibizione.

La prima cosa da dire è che il nostro è un lavoro.
Quando arrampichiamo, quando facciamo Treeclimbing, qualcuno ci trova abbastanza spettacolari e “acrobatici”, ma noi non ci teniamo affatto a considerare il nostro lavoro quotidiano come se fosse uno sport estremo.
Diamo molta importanza alla sicurezza, alla prevenzione; usiamo tutti i dispositivi di protezione individuali (DPI) necessari per compiere un lavoro efficace e sicuro. Siamo abilitati all’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi secondi l’art.116 comma 2 e allegato XXI D.lgs 81/2008; certificazione necessaria per lavorare sugli alberi.

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Siamo professionisti scientificamente rigorosi e tecnicamente preparati: se ci guardate solo dal punto di vista “acrobatico”, rischiate anche di fraintendere l’importanza della nostra formazione tecnica e delle conoscenze scientifiche  necessarie per compiere il nostro lavoro, che invece sono i due motivi principali per cui veniamo chiamati.

Motosega o segaccio?

Molti ci chiedono perché usiamo così poco la motosega. Sarebbe meglio chiederci perché usiamo così tanto il segaccio a mano.
Oltre a migliorare la sostenibilità ambientale ed evitare l’inquinamento acustico della motosega, ci sono altre motivazioni che sostengono l’uso di un buon segaccio

  • – In una corretta potatura i tagli sono raramente superiori ai 10 cm a meno che l’albero non abbia subìto un danno quindi un segaccio è sufficiente.
  • – I tagli sono più precisi e consentono un miglior recupero

Dunque, nelle potature, noi usiamo la motosega ogni volta che serve: cioè quasi mai.

Arrampicata o piattaforma?

Un’altra domanda che ci fanno spesso: cosa avete contro le piattaforme, che sono così pratiche? Niente: ogni strumento non è buono in sé ma a seconda dell’uso che se ne fa. Quindi uno strumento che rende facili gli scempi non è cattivo, ma è pericoloso perché l’uomo è portato a usarlo male.

Quanti ne vedete di piante sofferenti e di scempi (capitozzi),  in viali, parchi e giardini? Spesso l’apparente comodità di una piattaforma aerea per la potatura ne è la causa:
– compatimento del terreno: può pesare anche decine di quintali e, compattando il terreno, provocano asfissia radicale
favorisce gli improvvisatori poco professionali: chiunque può noleggiarne una e, armato di motosega, tagliare un albero con qualche decennio di vita e provocare danni irreparabili in pochi minuti
gli alti costi comportano lavori affrettati
–  è difficile usarla con alberi non isolati o poco “aperti”; spesso si tagliano rami sull’albero oggetto dell’intervento o sui circostanti semplicemente perchè ne intralciano il movimento
– stando nel cestello vedi la pianta dall’esterno e non dal cuore delle diramazioni, quindi spesso è difficile vedere problemi che interessano le inserzioni dei rami e che sono i principali responsabili dei cedimenti
tagli progredendo dall’esterno verso l’interno, spesso non vedendo dove e come è inserito il ramo che tagli; particolare fondamentale nella potatura.

Anche noi qualche volta le usiamo, con cognizione di causa. Ci sono piante su cui non sarebbe sicuro arrampicarsi. A volte un intervento combinato, piattaforma/arrampicata può essere una soluzione efficace.