Capitozzatura

Operazione che consiste nel tagliare il fusto di un albero ad una certa altezza da terra per provocare l’emissione di ricacci.

Il taglio, anche di un ramo, sopra

perché

pino dal basso

Per capire cosa tagliare è meglio salire nel cuore delle diramazioni.

Come nella vita: chi osserva i problemi solo dall’esterno, spesso taglia i rami sbagliati.

L’albero sano

Difende la bellezza in quello che era il Paese più bello d’Europa e diventa sempre più brutto.
Difende il paesaggio, difende il terreno dai dissesti.
Difende l’aria, e con essa i tuoi polmoni; ma difende dal vento te e i tuoi beni.
Difende il suolo dal meteo troppo secco o troppo piovoso.
D’estate una casa all’ombra senza condizionatore è più fresca di una al sole col condizionatore acceso.

E se pensate solo ai soldi, occhio: la qualità del verde vale il 20 – 30 % di un bene immobiliare, e di questi tempi…

Quando ti dicono “si è sempre fatto così”, di solito sbagliano.

Quando un albero si ammala o provoca incidenti, quasi sempre è colpa di un intervento poco professionale ai rami o alle radici: in Italia molti ancora si improvvisano, anche se ci chiamano “giardino d’Europa”, l’arboricoltura è indietro.
Quindi se ti dicono “si è sempre fatto così” non è un vero sempre, son solo le abitudini di una generazione: secoli prima dell’invenzione delle motoseghe, gli arboristi antichi (dal Rinascimento al Romanticismo fino al primo ‘900) erano professionisti cercati da prìncipi e re, e già allora studiavano la pianta come elemento del complessivo sistema-parco.

Loro non dicevano le seguenti stupidaggini pseudo-tradizionali che oggi sentiamo dire troppo spesso.

Non è vero che:
– più lo tagli, più ricresce
– se lo capitozzi, non gli fa ce bene
– quando tagli, un po’ di mastice fa sempre bene
– il rampone non gli fa neanche il solletico
– più è basso più è sicuro
– …

Per divulgare la cultura dell’albero e superare queste “false tradizioni” la SIA ha tradotto questi nove “indispensabili” di cui raccomandiamo la lettura: http://www.isaitalia.org/gli-indispensabili.html

Fateci “concorrenza”, ma fatela bene.
Oggi chiunque può studiare arboricoltura e farne il proprio mestiere, ma è un mestiere specifico, non un’aggiunta opzionale ai servizi del giardiniere tuttista: servono teoria, pratica, cultura (agronomia, botanica, chimica…) esperienza e metodo.
L’improvvisazione non basta.